Indietro Da Carassai a Rotella, la bellezza dei 'Borghi Autentici'

Da Carassai a Rotella, la bellezza dei 'Borghi Autentici'

Difficoltà media
Terre ospitali

Sinonimo di buon vivere, le località parte dei Borghi Autentici d’Italia (www.borghiautenticiditalia.it), in provincia di Ascoli Piceno, custodiscono luoghi da scoprire e preservare. Carassai, edificato sul crinale, gode di una magnifica vista dall’Adriatico ai Sibillini. Vi accorgerete delle sue origini neolitiche visitando l’Antiquarium nel palazzo comunale, accanto al quale si trova la Chiesa di S. Monica, ora adibita a Pinacoteca. Da visitare sono i camminamenti militari coperti del Castello Nuovo e il lavatoio pubblico.

Dopo una foto alla torre merlata del Castello di Monte Varmine, visitabile dall’esterno, e aver gustato un panino con la salsiccia Regina, raggiungerete Montedinove, conosciuto la festa della Mela Rosa dei Sibillini a novembre. Passeggiando nel centro storico verrete colti dal fascino dei lavatoi, delle fontanelle dell'acquedotto del Polesio, dello stemma della congregazione dei ‘sutores’ (sarti) e dalla loggetta del XV sec.
Camminerete sotto porta Vittoria per uscire dal paese e in dieci minuti sarete a Rotella, sotto la torre dell’Orologio. La vicina collegiata di S. Maria e S. Lorenzo custodisce dipinti di Filippo Ricci mentre preziosi reliquiari sono conservati al museo Piccolomini. In loc. poggio Canoso apprezzerete il dipinto di Pietro Alemanno e, in contrada Torbidello, il Santuario della Consolazione, costruito sulle rovine di un tempio romano.  


L’associazione Borghi Autentici d’Italia è un sistema di territori e comunità legati tra loro, disseminati in tutta Italia, che si impegnano a migliorare la qualità dell’ambiente urbano e naturale e a rendere più piacevole la vita dei cittadini e dei visitatori. La Comunità locale, sinonimo di buon vivere, gusto e tradizioni, si apre ai turisti, definiti “cittadini temporanei”, per divenire una Comunità Ospitale.
Ogni anno l’associazione organizza la Festa nazionale dei Borghi Autentici d'Italia, con mercatini dell’enogastronomia e dell’artigianato, convegni, simposi e musica dal vivo. 



Leggi tutto Riduci
Target: Benessere
Stagionalità: Estate

Le tappe dell'itinerario

  • Carassai
    0734.919002
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Carassai

    Carassai, edificato sul crinale tra il fiume Aso ed il torrente Menocchia, gode di una magnifica vista sulle valli, dal vicino mare Adriatico ai Monti Sibillini.

    Le sue origini sono molto remote, come testimoniato dalla grande quantità di tracce del periodo neolitico che si trovano sul suo territorio. Al fine della loro conservazione e fruizione è stato inaugurato, nell'Ottobre del 2008, l’Antiquarium Comunale, situato al primo piano del Palazzo Comunale, adiacente al quale si trova la Chiesa Oratorio di S. Monica del 1699, con facciata in stile tardo barocco rococò, restaurata nel 2003-2004 ed ora adibita a Pinacoteca. Vi si trovano quadri di grande valore artistico e la “Credenza” con la statua di S. Monica.

    Da visitare è il Castello Nuovo, le cui caratteristiche militari sono evidenti nella cinta muraria, delimitata da alcune fortificazioni dei secoli XIV e XV, e nei suggestivi camminamenti militari coperti. Inoltre, la Chiesa di S. Maria del Buon Gesù, in stile rinascimentale barocco, è ricchissima di opere pregevoli. Particolarmente caro alle donne carassanesi è il Lavatoio Pubblico Comunale, recentemente restaurato. Fu costruito nell'anno 1901 ed è considerato un luogo della memoria storica dei cittadini.

    A 4 Km dal paese di Carassai, si erge l’imponente Castello di Monte Varmine del XIV secolo con resti del IX, di probabile origine longobarda; si tratta di uno dei castelli delle Marche rimasto integro con le sue mura poderose e l’alta torre dai merli ghibellini (35 m.), munita di arciere e piombatoi.

    A 2 km dal castello si trova l’antica abbazia romanica di Sant’Angelo in Piano. Essa fu edificata in un luogo inizialmente isolato; nella prima metà dell’ XI sec. venne realizzato in adiacenza ad essa il monastero dei monaci benedettini, ormai non più esistente, che così si insediarono nel territorio. Essa assolveva al suo tradizionale ruolo religioso e spirituale per la presenza dei monaci e anche come importante meta di pellegrinaggio dal XIV sec. a causa della concessione di indulgenze da parte dai vescovi di Fermo. Si trovava altresì in una posizione strategica e cruciale, essendo in un luogo adeguato agli scambi commerciali che si intrecciavano sulla strada di collegamento tra Ascoli e Fermo e lungo la valle dell'Aso.

  • Montedinove
    0736.829410
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Montedinove
    Montedinove sorge su un colle a 561 m s.l.m., tra le valli dell'Aso e del Tesino, alle pendici del Monte Ascensione. Fa parte della Comunità montana dei Sibillini e rientra nell'associazione dei Borghi autentici d'Italia
    Il territorio cittadino, abitato fin dall'epoca picena, accolse nel 578 gli ascolani che cercavano riparo dai longobardi. In seguito, il territorio fu donato nel 1039 da Longino all'abbazia di Farfa, e furono proprio i farfensi a costruire le fortificazioni a difesa del paese. Nel 1239 il paese subi l'assedio di Re Enzo da cui uscì vittorioso dopo due anni. Nel 1279 il paese si elevò a libero comune, mentre nel 1586, sotto papa Sisto V, entrò nel Presidiato di Montalto. Nei secoli successivi Montedinove seguì le sorti dello Stato della Chiesa.

    Passeggiando nel centro storico, si rimane affascinati dalla bellezza dell'architettura e dalla ricchezza opere di pregio, come i lavatoi comunali, le fontanelle dell'acquedotto del Polesio, lo stemma della congregazione dei "sutores" (sarti) del secolo XIV e la caratteristica ed elegante loggetta del sec. XV.
    Intorno alla piazza principale  sorgono il Palazzo Comunale con porticato e campanile, la chiesa di S. Maria de' Cellis, che testimonia la presenza dei Templari nelle zone del piceno, interessante soprattutto per il particolarissimo portale, e la Chiesa di S. Lorenzo. Da visitare anche i resti delle fortificazioni, oggi ancora evidenti, come la Porta della Vittoria, una delle due entrate al paese, già denominata Porta Marina, e i ruderi della torre medievale entrambe risalenti al secolo XII. Nel borgo, oltre ai resti di un torrione, si nota un'abitazione del XVIII sec. con un’elegante loggetta di ispirazione rinascimentale. Al di fuori del centro abitato, sulla via Cuprense, si può visitare il santuario di S. Tommaso Becket, sorto nel XVII sec e dedicato al santo inglese fatto uccidere nel 1170 da Enrico II nella cattedrale di Canterbury.

    I principali eventi che hanno luogo a Montedinove nel corso dell'anno sono: la Festa di San Tommaso (prima domenica di Giugno), la Festa di San Lorenzo (10 Agosto), Montedinove Sapori e Arte  (12 e 13 Agosto), E...state a Montedinove (Agosto), Sibillini in Rosa (Novembre).

    Il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. Per informazioni scrivere al Numero Verde del Turismo della Regione Marche (numeroverde.turismo@regione.marche.it) o contattare il numero 0733-52056.
  • Rotella
    0736.374122
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Rotella
    Rotella, che rientra nell'associazione Borghi autentici d'Italia, sorge alle pendici del Monte Ascensione, nell'entroterra marchigiano, alla confluenza del torrente Oste nel fiume Tesino. Il toponimo, d’incerta etimologia, potrebbe risalire alla parola latina Rotula, che designava lo scudo dei soldati romani, oppure fare riferimento alla posizione strategica del feudo, posto su una rotonda ansa fluviale; secondo una lettura più generica ma più sicura, deriverebbe invece dal diminutivo del latino rota, piccola ruota.
    Sebbene l’abitato sia stato costretto in tempi recenti a un rinnovamento urbanistico quasi totale a causa dei continui smottamenti del terreno, che hanno provocato lo sprofondamento di molti edifici, è ancora notevole il patrimonio architettonico rotellese; infatti, proprio a causa della lunga autonomia che i vari castelli hanno conservato nel tempo, edifici sacri e resti di fortificazioni si trovano sparsi in tutto il territorio comunale. In località Poggio Canoso, dominata dall’antica rocca fortificata, sorge la chiesa parrocchiale, che conserva un portale romanico e un prezioso dipinto di Pietro Alemanno; affreschi quattrocenteschi e preziosi reliquiari si trovano in vari edifici sacri a Castel di Croce e a Capradosso; in contrada Icone sorge la Chiesa del Verdiente risalente al sec. XI. Mentre i monaci farfensi stavano costituendo nel territorio rotellese le “cortes agricolae”, un gruppo di essi decise di costruire e utilizzare la chiesa come oratorio, per alternare al lavoro i momenti di preghiera. La chiesa ha forma rettangolare (1200 x 500), con abside rotonda rivolta verso oriente, ed è ricca di affreschi. In contrada Torbidello, in una piccola radura ai piedi del Monte Ascensione, si trova il Santuario della Madonna della Consolazione o di Montemisio. La Chiesa, realizzata dai monaci di Farfa, fu costruita sulle rovine di un tempietto pagano dedicato alla dea Artemide o Artemisia. 
    Nel borgo troviamo l’imponente torre quattrocentesca dell’Orologio; la chiesa collegiata a pianta rettangolare di Santa Maria e San Lorenzo (1767), che custodisce, tra l’altro, dipinti di Filippo Ricci e il museo d'arte sacra Piccolomini, che vanta preziosi reliquiari.
    Tra gli i principali eventi che hanno luogo a Rotella nel corso dell'anno ricordiamo la Festa del patrono S. Lorenzo e la Festa della Madonna di Montemisio (agosto).

    Il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. Per informazioni scrivere al Numero Verde del Turismo della Regione Marche (numeroverde.turismo@regione.marche.it) o contattare i telefoni indicati sotto.