Indietro Monachesimo nelle Marche: gli eremi e le grotte

Monachesimo nelle Marche: gli eremi e le grotte

Difficoltà media
Spiritualità discreta
L'Appennino marchigiano, ricco di montagne e colline, valli e corsi d’acqua, boschi, anfratti e gole, ha sempre rappresentato una delle mete ideali per i Santi Eremiti, che qui trovarono rifugio in Eremi e Grotte rupestri, capaci ancor oggi di suscitare nei visitatori un’appagante sensazione di pace e serenità. L'itinerario guida alla scoperta di questi luoghi di pace.

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Stagionalità: Estate

Le tappe dell'itinerario

  • Monastero e Abbazia della Santa Croce di Fonte Avellana
    +39.0721.730261
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Monastero e Abbazia della Santa Croce di Fonte Avellana

    Risalendo la valle del Cesano e lasciate alle spalle le colline di Pergola e Sassoferrato, si giunge ai piedi del Monte Catria, il cui versante orientale racchiude una conca avvolta da ampie faggete intorno alle quali si aprono i pascoli e i campi che circondano lo splendido complesso dell’Abbazia camaldolese di Santa Croce di Fonte Avellana, ricordata da Dante nell’XXI Canto del Paradiso. Al posto delle originarie celle (che consistevano in capanne) sparse attorno ad una cappella, sorsero a partire dall’XI secolo numerosi edifici in pietra tra cui il chiostro, la chiesa con la cripta, la sala del Capitolo, lo splendido scriptorium, le celle dei monaci, la foresteria e la Biblioteca, nobili e austeri ambienti che si stringono attorno alla massiccia torre campanaria ed ospitano ancor oggi i monaci camaldolesi.

    Sotto la guida di San Pier Damiani, arrivato nel 1035, le diverse celle sparse vennero ricondotte sotto un’unica regola in grado di coniugare le aspirazioni alla vita eremitica con i vantaggi della vita conventuale, ma anche culturale. Alla fine del XV secolo con il Cardinale Giuliano Della Rovere, futuro Papa Giulio II, il complesso fu ampliato e ristrutturato, raddoppiando il numero delle celle dei monaci, alzando di un piano la fabbrica e realizzando finestre simmetriche lungo i muri di cortina.
    Oggi il complesso è composto da un ampio piazzale che dà accesso alla chiesa, dalla pianta a croce latina, coperta da volte a botte a sesto acuto, con presbiterio sopraelevato sulla cripta dell’XI secolo; si tratta della parte più antica del complesso architettonico, insieme al chiostro e allo scriptorium risalente al XIII secolo. Qui gli amanuensi, utilizzando la luce solare per tutta la giornata, grazie alla fitta e alta serie di ampie monofore che si aprono nella volta a botte dell’edificio, ricopiavano gli antichi manoscritti arricchendoli di artistiche miniature. Tra i pregevoli volumi ancora conservati spicca il Codice NN dell’XI secolo, primo breviario della comunità avellanita e prezioso documento dell’evoluzione delle notazioni musicali. La prestigiosa Biblioteca "Dante Alighieri", ricca di oltre 10.000 volumi, tra cui i preziosi codici miniati e antichi libri sacri, riveste un ruolo di grande importanza.
    Dal 2007 anche il Giardino Botanico del monastero è aperto al pubblico. La comunità monastica pratica l'accoglienza verso tutti, ma essa si rivolge principalmente a coloro che desiderano condividerne la preghiera e l'esperienza della ricerca di Dio. L’ospitalità dei singoli o dei gruppi (anche autogestiti) è praticata durante tutto l’anno. Non si ospitano, invece, campi scuola, scolaresche, gruppi parrocchiali sotto i 18 anni.
    Per le settimane estive gli arrivi al Monastero sono previsti nel pomeriggio della domenica alle ore 17, e le partenze al mattino del sabato dopo la prima colazione. Agli ospiti si propongono incontri di Lectio Divina e giornate di ritiro individuale.
    Il tempo è scandito della preghiera corale della comunità (Lodi, Ora media, Vespri ed Eucarestia).

  • Eremo e Monastero di Monte Giove
    .0721.864090 (Foresteria)
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Eremo e Monastero di Monte Giove

    Nelle immediate vicinanze di Fano sorge l'Eremo di Monte Giove, eretto sulla sommità del colle omonimo (m.223) nel primo ventennio del sec. XVII dalla Congregazione Camaldolese di Monte Corona.  
    La sommità del colle divenne proprietà dei monaci della Congregazione Camaldolese dell’ordine di San Benedetto a partire dal 1609, anno di costruzione del loro convento, ultimato nel 1627. Alla sua edificazione contribuirono molti benefattori e lo stesso comune di Fano, che si impegnò a concedere alla famiglia religiosa una notevole quantità di grano. L’Eremo acquistò ben presto grande popolarità tanto da ricevere la visita della regina di Svezia Cristina Alessandra Maria nel 1657. Nel 1741, a causa di cedimenti dovuti all’instabilità del terreno, la chiesa venne completamente ricostruita in posizione più arretrata, su disegno dell’architetto riminese Gian Francesco Buonamici. 

    La chiesa attuale, dedicata al Salvatore, a pianta ottagonale e con facciata tripartita, conserva al suo interno le quattro statue di San Benedetto, Santa Scolastica, San Pier Damiani e San Bonifacio, eseguite dallo scultore riminese Carlo Santi. Inoltre presenta una statua di san Romualdo da Ravenna, fondatore dell’ordine Camaldolese, opera del veneziano Antonio Corradini. La tela della Trasfigurazione che sovrasta il coro e l’altra della Madonna con santi e l’arcangelo Gabriele poste nella sagrestia sono del pesarese Gianandrea Lazzarini. Dalla precedente chiesa seicentesca provengono le due tele raffiguranti "S. Romualdo e il faggio del miracolo" e "Cristo bambino con la croce, San Giuseppe e i Santi Maria Maddalena, Benedetto, Romualdo e Scolastica" del pittore camaldolese Venanzio da Camerino. La cappella di sinistra, fatta erigere da Guido Nolfi, è dedicata a Sant'Onofrio e a San Giuseppe.
    L’eremo, abitato attualmente da sette monaci e una monaca, dispone di una biblioteca con 1000 volumi, la sacrestia con gli arredi originali del Settecento, una farmacia e una foresteria, che può ospitare fino a 30 persone, in camere singole e doppie; generalmente l' ospitalità non deve durare più di una settimana.
    In alcuni periodi dell'anno si apre alla comunità con incontri religiosi, di meditazione e giornate di studio sulla teologia. 

  • Monastero ed Eremo di San Silvestro
    0732.216.31
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Monastero ed Eremo di San Silvestro

    L'Eremo di San Silvestro in Montefano di Fabriano venne fondato da San Silvestro Guzzolini nel 1231 in prossimità della sorgente fonte Vembrici, come sede del nuovo ordine monastico da lui costituito, in seguito denominato Congregazione Silvestrina. Nello stesso anno fu edificato dai Silvestrini il Monastero di San Benedetto entro le mura di Fabriano, dove nel 1390 trovarono rifugio, per motivi di sicurezza, gli stessi monaci di Monte Fano. 
    Ormai privo di manutenzione, il cenobio di Monte Fano viene restaurato intorno alla metà del 1400. Molti interventi di miglioria e ampliamento sono poi effettuati tra il XVII e XVIII secolo, periodo al quale è riconducibile l’aspetto attuale, ad eccezione dell’edificio situato al di sopra del monastero risalente agli anni Cinquanta del secolo scorso. Dopo le soppressioni del 1810 e del 1866, l’eremo torna ad essere il centro spirituale della Congregazione Silvestrina.
    Nel coro della chiesa sono da segnalare: una tela di Claudio Ridolfi (1644), allievo del Tiepolo, raffigurante La Madonna che porge l'Eucarestia a S.Silvestro e quattro statue lignee dorate del secolo XVII. Le reliquie di S.Silvestro sono conservate in un'urna moderna.
    La Chiesa Inferiore, edificata nel XIII secolo, è dedicata a S.Benedetto. Le 24 lunette che ornano le pareti dei chiostri del monastero sono opera di Antonio Ungarini di Fabriano (1771) e rappresentano episodi della vita di San Silvestro abate, ricavati dalla Vita Silvestri, scritta dal monaco Andrea di Giacomo da Fabriano tra il 1274 e il 1282.

    Monte Fano attualmente ospita una comunità monastica molto attiva culturalmente e spiritualmente; oltre agli studi e alle ricerche curate dai monaci, l'eremo si caratterizza per la presenza di un efficiente laboratorio di restauro del libro antico, una biblioteca storica che vanta 70.000 volumi, l’archivio storico della Congregazione Silvestrina e una foresteria.

    In un’ala dell’ex-collegio sono state ricavate 30 camere, debitamente attrezzate e con vista panoramica. La comunità monastica silvestrina accoglie tutto l'anno piccoli gruppi, in un reparto autogestito, per giornate di ritiro guidate da un monaco, con la partecipazione alla preghiera della comunità. 

  • Monastero ed Eremo di Santa Maria di Valdisasso - Valleremita
    0732.625067 (I.A.T.)
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Monastero ed Eremo di Santa Maria di Valdisasso - Valleremita

    Il villaggio di Valleremita trae nome dall’antico cenobio benedettino che ospitò, secondo la tradizione, San Francesco (1210) nel suo passaggio a Fabriano. Nel 1405 passò di proprietà a Chiavello Chiavelli, signore di Fabriano, e forse in quell'occasione si adornò del prezioso polittico di Gentile, che le spoliazioni napoleoniche trasferirono alla costituenda Pinacoteca di Brera nel 1811. Passato quindi ai francescani, il convento divenne nel Seicento uno dei maggiori della regione; oggi il fabbricato, riedificato col materiale di spoglio originale conserva un suo innegabile fascino, anche grazie al forte legame che San Francesco ha avuto con Fabriano, come attestano diversi studiosi. L'eremo è immerso nella vegetazione e circondato da un bosco di secolari faggi.

    L’intervento di restauro e valorizzazione dell’eremo del Sasso di Valleremita finanziato dalla Regione Marche, nasce da più esigenze, tutte di grande rilevanza sociale e storico culturale e si è reso possibile grazie al connubio di vari soggetti pubblici con il contributo fondamentale della comunità dei Frati Minori che da sempre hanno abitato la struttura e l’hanno resa nei secoli uno dei più importanti centri mondiali della spiritualità francescana. I lavori sono cominciati a febbraio 2012 e in due anni sono stati restaurati e restituiti alla comunità 1.500 mq del complesso originario. Grazie agli scavi sono stati ritrovati dei locali e muri antichi ed una fontana. La Regione Marche ha l’obiettivo di realizzare un centro in grado di poter svolgere molteplici funzioni: incontri; convegni ed iniziative legate alla valorizzazione culturale e turistica del territorio; accoglienza per gruppi interessati alla conoscenza del monumento per la sua valenza storico-artistica-architettonica e quale importante realtà nella vita del francescanesimo in ambito marchigiano. Un modo nuovo di dialogo fra laici e religiosi, aperto e rispettoso delle differenti identità.

     

  • Eremo di Santa Maria Infra Saxa e Santuario Madonna di Frasassi
    Numero verde: 800166250 Dall'estero: +39 0732 90090
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Eremo di Santa Maria Infra Saxa e Santuario Madonna di Frasassi

    Sul versante sinistro della Gola di Frasassi si apre un vasto fornice nel quale è collocato l’Eremo di Santa Maria Infra Saxa che le carte del monastero di San Vittore citano in documenti del 1029 e che un tempo era associato a un monastero di monache benedettine denominato Monasterium S. Mariae Bucca sassorum posto sul vicino Monte Ginguno e di cui si è persa ogni traccia.
    Nato come oratorio, l’edificio fu poi utilizzato come monastero di clausura retto dalle monache benedettine. È caratterizzato da un’architettura semplice, in pietra, con l'interno in parte scavato nella viva roccia. Nell’eremo si venerava un’immagine lignea della Madonna dalle origini incerte, che subì numerosi tentativi di trafugamento. Finita accidentalmente bruciata negli anni Quaranta, fu poi sostituita dall’attuale in pietra.

    Durante le festività natalizie si tiene in questo luogo suggestivo un tipico presepe vivente.

  • Eremo di San Leonardo
    0736.859101 (Comune)
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Eremo di San Leonardo

    L’Eremo-Santuario di San Leonardo al Volubrio può essere raggiunto attraverso l’escursione alle Gole dell’Infernaccio, passando per un sentiero che sale a destra inoltrandosi nel secolare bosco di faggi. L'Eremo è stato riportato all'antico splendore dall'eroismo del frate cappuccino Pietro Lavini, che per 25 anni ha lavorato in solitudine per ricostruire l'antico Priorato, uno dei più antichi e belli delle Marche.
    Un tempo qui fu fiorente un Priorato benedettino, legato al Monastero di Santa Croce di Fonte Avellana (PU) dal XII al XV sec.; in seguito il Priorato fu assegnato ai Camaldolesi di Monte Corona, che lo tennero fino all’incameramento dei beni da parte del demanio, al tempo dell’unità d’Italia.

  • Eremo di S. Marco
    0736 298334 (Ufficio turistico
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Eremo di S. Marco

    L'eremo di San Marco è un romitorio che si trova nel comune di Ascoli Piceno, a sud della città. L'edificio religioso è abbarbicato alla parete rocciosa del Colle San Marco, nei pressi della frazione di Piagge. Visibile da piazza del Popolo, è stato costruito in blocchi di travertino grossolanamente squadrati e vi si accede mediante una possente scalinata in pietra che, come un ponte, attraversa il profondo burrone. Il suo fronte è costituito dall'accostamento di due corpi di fabbrica, ovvero  il campanile sulla sinistra e la facciata scandita orizzontalmente da un doppio ordine di bifore divise verticalmente da una colonnina centrale con capitello